Triv nel Golfo di Taranto. Quante e quali sono?

Grande confusione regna sui media e sui social in merito alle richieste di “trivellazione” che interessano il Mar Jonio settentrionale e più precisamente il Golfo di Taranto. Articoli, nomi, numeri dati senza alcuna verifica e poiché la minaccia ogni giorno che passa si fa sempre più concreta, facciamo un punto della situazione su quali e quante sono le istanze che pendono come una spada di Damocle sul nostro mare. Di primaria importanza, è necessario comprendere di cosa stiamo parlando, perché generalmente con il termine “Triv” si intendono tutte le procedure che portano a svuotare un giacimento di idrocarburi, ma in realtà le attività legate a questa vecchia, obsoleta e rischiosa attività economica si suddividono in tre attività ben distinte: Prospezione, Ricerca e Coltivazione di Idrocarburi. I titoli vengono rilasciati dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) Direzione generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche, Divisione VII – Rilascio e gestione titoli minerari, espropri, royalties. Per capire cosa sono consulteremo la normativa di settore e precisamente il Decreto Ministeriale 4 marzo 2011 – Disciplinare tipo per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare e nella piattaforma continentale” nella parte dedicata alle definizioni.

Prospezione  (Titolo rilasciato dal MISE)

«attività di prospezione»: attività consistente in rilievi geografici, geologici, geochimici e geofisici eseguiti con qualunque metodo e mezzo, escluse le perforazioni meccaniche di ogni specie, intese ad accertare la natura del sottosuolo e del sottofondo marino;

«permesso di prospezione»: titolo non esclusivo che consente le attività di prospezione, rilasciato ai sensi dell’art. 3 della legge 9 gennaio 1991, n. 9 e ai sensi della legge n. 239 del 2004;

Ricerca (Titolo rilasciato dal MISE)

«attività di ricerca»: insieme delle operazioni volte all’accertamento dell’esistenza di idrocarburi liquidi e gassosi, comprendenti le attività di indagini geologiche, geochimiche e geofisiche, eseguite con qualunque metodo e mezzo, nonché le attività di perforazioni meccaniche, previa acquisizione dell’autorizzazione di cui all’art. 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

N.B. la perforazione meccanica del permesso di Ricerca, viene fatta esclusivamente per verificare se ci sono realmente gli idrocarburi nel sottofondo marino e non per estrarli.

«permesso di ricerca»: titolo esclusivo che consente le «attività di ricerca» rilasciato ai sensi dell’art. 6 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, come modificato dall’art. 1, comma 77, della legge 20 agosto 2004, n. 239, per ultimo modificato dal comma 34 dell’art. 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

Tra le attività di Ricerca e Prospezione, purtroppo sono ricompresi i micidiali “Air Gun” che non è l’unico metodo per verificare la presenza di idrocarburi, ma è quello più utilizzato dalle società e allo stesso tempo il più rischioso per tutti gli animali marini.

air gun cetacei-spiaggiati

Essendo estremamente pericolosi per l’Ambiente, le attività di Ricerca e Prospezione di Idrocarburi quando prevedono l’utilizzo di rilievi geografici, geologici, geochimici e geofisici eseguiti con l’Air Gun, sono obbligate a fare una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente (MATTM)

Coltivazione  (Titolo rilasciato dal MISE)

«attività di coltivazione»: insieme delle operazioni necessarie per la produzione di idrocarburi liquidi e gassosi;

«concessione di coltivazione»: titolo che consente le attività di sviluppo e coltivazione di un giacimento di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato ai sensi dell’art. 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, come modificato dall’art. 1, comma 82-ter, della legge 20 agosto 2004, n. 239, modificato dal comma 34 dell’art. 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99;

Anche l’attività di Coltivazione di idrocarburi oltre ad essere un’attività inquinante, è estremamente rischiosa e per questo prima del rilascio del titolo minerario, è necessario attivare la VIA.

Titoli e istanze richieste nel Golfo di Taranto.

Ora che sappiamo come si suddividono le istanze per ottenere un titolo di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, vediamo quante sono le istanze che insistono nel Golfo di Taranto e nello Jonio Settentrionale. Innanzitutto c’è già un titolo di Ricerca rilasciato ad APENNINE ENERGY, che si trova entro le 12 miglia dalla costa (e quindi è congelato fino “all’esaurimento del giacimento”, anche se il titolo non permette la coltivazione) fortunatamente, per il momento, la società non ha fatto richiesta di effettuare indagini con gli Air-Gun, qualora lo facesse, è necessario attivare una VIA presso il MATTM, stessa cosa in caso di pozzo esplorativo. Il Conferimento  del Titolo è avvenuto il 9 giugno del 2014 da parte del MISE.

appennine enrgy golfo mappa

Il Titolo di Ricerca è stato denominato:

D.R 74.AP

 

 

Ora passiamo alle istanze di ricerca e prospezione richieste dentro al Golfo di Taranto, cioè tutte le richieste che devono essere ancora autorizzate e che possono anche essere negate da parte dei Ministeri competenti. Sugli esisti, molto dipende dalle popolazioni e dagli amministratori locali.

Prospezione (in attesa di autorizzazione)

L’istanza di Permesso di Prospezione in Mare della SCHLUMBERGER ITALIANA. L’area del permesso di prospezione ha una estensione di 4.030 km2 (MATTM) ed è ubicata nella Zona Marina “F”. Il progetto prevede l’acquisizione di circa 4.285 km di linee sismiche 3D utilizzando la tecnologia air-gun per comprendere l’estensione e la natura delle strutture geologiche presenti nel Golfo di Taranto. Attualmente è  in corso di valutazione ambientale presso il MATTM e cioè è in quell’arco di tempo che passa dalla richiesta di presentazione della VIA all’emanazione del decreto VIA. Ha una superficie enorme di ben 4025 km2 (MISE).shoulberger golfo prospezione

L’istanza di Prospezione è:

d 3 F.P-.SC

Questa prospezione prevede l’utilizzo degli Air Gun, ma la VIA ancora non è stata rilasciata.

 

 

Ricerca (in attesa di autorizzazione)

Sono ben 3 le istanze di Ricerca di idrocarburi che sono state fatte dentro il Golfo di Taranto e distano oltre 12 miglia dalla Costa.

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare dell’ENI  denominata  d 67 F.R-.AG. Questa istanza per il momento non prevede l’utilizzo di Air Gun, per cui per il momento la VIA è esclusa. Occorre ricordare che la VIA sarà necessaria sia se l’ENI vorrà effettuare Air Gun, sia nel caso vorrà fare il pozzo esplorativo. L’istanza vorrebbe avere in esclusiva il titolo di Ricerca per una superficie di 441,5 km2 proprio di fronte alle coste di Taranto, Pulsano, Lizzano, Maruggio. L’istanza è stata riperimetrata a seguito della Legge di Stabilità 2016 perchè alcune aree dell’istanza ricadevano all’interno delle 12 miglia. La riperimetrazione è riportata sul BUIG (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse) di Gennaio 2016 anno LX, n.1. eni golfo

 

L’istanza di Ricerca è:

 d 67 F.R-.AG.

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare dell’ENEL LONGANESI DEVELOPMENTS  denominata d 79 F.R-.EN. Questa Istanza ha già ricevuto il 12 Giugno 2015, la VIA favorevole dal Ministero dell’Ambiente all’utilizzo degli Air Gun, nonostante l’opposizione di cittadini, comitati, associazioni, Comuni e Regioni che hanno prodotto numerose osservazioni contrarie alla procedura. Per concedere il titolo abilitativo all’istanza, manca solamente l’autorizzazione del MISE che non tarderà ad arrivare se la popolazione e le amministrazioni non si oppongono a questo progetto. Ha una superficie di 748,7 km2

enel golfo

L’istanza di Ricerca è:

d 79 F.R-.EN.

Questa prospezione prevede l’utilizzo degli Air Gun,  la VIA è stata rilasciata, manca solo il Decreto del MISE che potrebbe giungere a breve.

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare dell’ENEL LONGANESI DEVELOPMENTS  denominata d 92 F.R-.EN. Non è ancora stata  pubblicato l’inizio della procedura di VIA nel sito del MATTM. L’istanza vorrebbe avere in esclusiva il titolo di Ricerca per una superficie di 748,7 km2 .enel golfo 2

 

 

L’istanza di Ricerca è:

d 92 F.R-.EN.

 

 

Istanze richieste nel Mar Jonio settentrionale (fuori dal Golfo di Taranto)

Ora passiamo alle istanze di ricerca che sono nell’immediata vicinanza del Golfo di Taranto e quindi nel Mar Jonio settentrionale e sono ben 6 le istanze di Ricerca di idrocarburi.

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare delle società PETROCELTIC ITALIA (50%r.u.) ed EDISON   (50%) denominata d 84 F.R-.EL. Il permesso di ricerca ha una superficie di 729,20 km2 ed è ubicato nel mar Ionio settentrionale nella zona F. Il progetto prevede l’acquisizione ed il reprocessing dei dati sismici esistenti e l’acquisizione di un nuovo rilievo sismico 3D. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  perché prevede l’utilizzo degli Air Gun. Tuttavia al momento non risultano sul sito web, che siano pervenute osservazioni al Ministero dell’Ambiente. petroceltic ed edison ionio 84

 

L’istanza di Ricerca è :

d 84 F.R-.EL

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare della GLOBAL MED LLC denominata d 85 F.R GM   Il permesso di ricerca ha una superficie di 729,20 km2 ed è ubicato nel mar Ionio settentrionale nella zona F. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  perché prevede l’utilizzo degli Air Gun. Anche per questa procedura, sono stati presentati un gran numero di osservazioni contrarie da palla cittadinanza e dalle amministrazioni. L’istanza vorrebbe avere in esclusiva il titolo di Ricerca per una superficie di 748,4 km2. global ionio 85

 

L’istanza di Ricerca è :

d 85 F.R-.GM

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare della GLOBAL MED LLC   denominata  d 86 F.R-.GM. L’area del permesso di ricerca ha una estensione di 748,6 km2 ed è ubicata nel Mar Ionio settentrionale, zona “F”, a largo delle coste calabresi. Il progetto prevede l’acquisizione di circa 222 km di linee sismiche 2D mediante tecnologia air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  perché prevede l’utilizzo degli Air Gun. Anche per questa procedura, sono stati presentati un gran numero di osservazioni contrarie da palla cittadinanza e dalle amministrazioni. L’istanza vorrebbe avere in esclusiva il titolo di Ricerca per una superficie di 748,6 km2. global ionio 86

 

L’istanza di Ricerca è :

d 86 F.R-.GM.

 

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare delle società GLOBAL MED LLC denominata d 87 F.R-.GM L’area del permesso di ricerca ha una estensione di 737,5 km2 ed è ubicata nel Mar Ionio settentrionale, zona “F”, a largo delle coste calabresi. Il progetto prevede l’acquisizione di circa 225 km di linee sismiche 2D mediante tecnologia air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  e sono state inviate un discreto osservazioni contrarie. global ionio 87

 

L’istanza di Ricerca è :

d 87 F.R-.GM

 

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare delle società GLOBAL MED LLC denominata d 89 F.R-.GM.   L’area del permesso di ricerca ha una estensione di 744,6 km2 ed è ubicata nel Mar Ionio settentrionale, zona “F”, a largo delle coste pugliesi. Il progetto prevede l’acquisizione di circa 147 km di linee sismiche 2D mediante tecnologia air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  e sono state inviate un gran numero di osservazioni contrarie. global ionio 90

 

L’istanza di Ricerca è :

d 89 F.R-.GM

 

 

Istanza di Permesso di Ricerca in Mare delle società GLOBAL MED LLC denominata d 90 F.R-.GM. L’area del permesso di ricerca ha una estensione di 749,1 km2 ed è ubicata nel Mar Ionio settentrionale, zona “F”, a largo delle coste pugliesi. Il progetto prevede l’acquisizione di circa 153 km di linee sismiche 2D mediante tecnologia air-gun ed un eventuale rilievo geofisico 3D. Attualmente è in procedura di VIA al MATTM  e sono state inviate un gran numero di osservazioni contrarie.global ionio 90

 

L’istanza di Ricerca è :

d 90 F.R-.GM

 

 

 

 

 

Triv in mare: 2015, più del 50% del gas estratto, non soggetto a royalties!

30 concessioni di coltivazione non pagheranno neanche 1 euro

Beni Comuni Taranto sulla base dei dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha calcolato il quantitativo di gas estratto in mare esente da royalties scoprendo che nel 2015 più del 50% di GAS estratto in mare è esente da Royalties. La notizia ha dell’incredibile ma la conferma si trova direttamente elaborando i dati pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, sulla pagina dedicata alla Produzione nazionale di idrocarburi.

In tutto il mare italiano nel 2015 si sono estratti circa 4,5 miliardi di metri cubi di gas (4.525.837.702 smc) di cui però solo 2,25 miliardi di mc (2.259.076.643 smc) sono soggetti a royalties. Più di 2,26 miliardi di mc (2.266.761.059 smc), più 50%, sono invece quelli esenti e che quindi non comportano nessun rientro economico per lo Stato Italiano.

Produzione nazionale idrocarburi mare

Non è una dimenticanza delle multinazionali ma è l’effetto della normativa italiana che prevede un quantitativo gratuito garantito. Ai sensi dell’articolo 19 del Decreto Legislativo 25 novembre 1996, n. 625, infatti, per l’estrazione di Gas in mare c’è una quota annuale di produzione esente da royalties per i primi 80 milioni di mc per ogni concessione. Nel 2015 sono state 17 le concessioni in mare che hanno prodotto più di 80 milioni di mc di gas mentre sono ben 30 le concessioni che non sono arrivate a produrre fino a questa soglia e non pagheranno neanche 1 euro di royalties. Anche per il petrolio le cose non vanno tanto meglio, il “quantitativo gratuito garantito” in mare esente da royalties è di 50 mila tonnellate per ogni concessione e nel 2015 su un totale di circa 750 mila tonnellate prodotte, circa 293 mila tonnellate di greggio sono gratuite!

Indicazioni generali sulle royalties applicate alle produzioni di idrocarburi

Nella seguenti tabelle potete vedere quante sono le concessioni in mare di Gas e petrolio suddivise tra quelle che hanno prodotto più del quantitativo minimo gratuito e quelle che ne hanno prodotto meno.

concessioni e royalties 2015 mare

concessioni e royalties 2015 mare olio

Occorre ricordare che in Italia, i giacimenti di idrocarburi sono patrimonio indisponibile dello Stato (articolo 826 c.c.). Tuttavia lo Stato non si impegna direttamente nella ricerca e nel loro sfruttamento, che lascia in concessione ad imprese private che con questi grandi sconti si impadroniscono del petrolio e gas e lo rivendono a caro prezzo ai cittadini. Ci si chiede come mai mentre le multinazionali degli idrocarburi hanno un “minimo gratuito garantito”, lo stesso concetto non avviene applicato alle bollette del gas ed energia che ogni mese milioni di italiani sono costretti a pagare con grandissimi sacrifici, pena la sospensione del servizio.

Le royalties sono comunque un palliativo e a prescindere dal loro valore e non risolvono il problema perchè insistono sulla logica di compensare per un disagio arrecato ma il disagio è troppo rilevante in termini di inquinamento, salute e perdita di risorse. Non bisogna farsi accecare e mettere a rischio ambiente e salute per qualche ritorno economico, qualunque esso sia, figuriamoci se di bassa entità come per le royalties. A dimostrazione di quanto detto, basta vedere la Basilicata che è la Regione in Italia che incassa il maggior gettito dalle royalties, eppure è tra le Regioni più povere e diversi studi sanitari negli anni hanno registrato un’anomala crescita di patologie riconducibili anche all’eccesso di esposizioni da inquinanti. L’unica soluzione è cambiare completamente il modello energetico puntando sulle fonti di energia rinnovabili diffuse e sulla riqualificazione degli edifici per renderli a risparmio energetico. Bisogna abbandonare la politica energetica fossile, perché obsoleta, rischiosa e non porta alcun giovamento ai cittadini italiani.

Gettito royalties anno 2015 Basilicata

Cs: Caso Guidi-TEMPA ROSSA

Beni Comuni Taranto ha aderito al Coordinamento No Triv – Terra di Taranto e al nazionale Comitato del Referendum 17 aprile “Vota SI per fermare le Trivelle” entrando quindi attivamente nella campagna referendaria per il 17 Aprile al fine di portare i cittadini a votare SI per la difesa del Mare, contro le trivellazioni.

Per tanto Beni Comuni Taranto diffonde il Comunicato Stampa congiunto del Coordinamento No Triv – Terra di Taranto in merito agli scandali che hanno travolto il Governo Renzi e hanno portato alle dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi per aver agevolato indirettamente le attività imprenditoriali del fidanzato Gianluca Gemelli in seguito ad un emendamento approvato che riguarda il progetto Tempa Rossa, soprattutto nella fase terminale che si realizza a Taranto. Il progetto Tempa Rossa a Taranto avrà delle ripercussioni ambientali e sociali devastanti, così come denunciato dal Comitato Legamjonici e condiviso dalla cittadinanza tarantina. L’emendamento è stato proposto una prima volta di notte durante la discussione dello Sblocca Italia (DL 133-2014) ma subito sventato grazie alla parlamentare Mirella Liuzzi che ne ha subito denunciato la gravità e ha diffuso il seguente video pirata proprio in diretta dalla commissione. Purtroppo due mesi dopo, durante la discussione della Legge di Stabilità 2015, l’emendamento è stato reinserito al Senato e approvato con voto di fiducia con 162 favorevoli e 37 voti contrari. Il successivo passaggio alla Camera ha avuto 337 voti favorevoli e 116 contrari e 2 astenuti.

di seguito il Comunicato:

È di ieri la notizia che Gianluca Gemelli, compagno del Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, è stato iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque funzionari Eni a Viggiano, in provincia di Potenza. Secondo gli inquirenti, egli è responsabile di “traffico di influenze” poiché, sfruttando la relazione con il ministro, indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total, “vantaggi economici”. Nelle intercettazioni riportate, infatti, il Gemelli, conversando con il ministro, “apprendeva da costei che sarebbe stato reinserito nella legge di stabilità un ‘emendamento’”. Si tratta del Numero progressivo 2.9818 e individuabile nell’emendamento al disegno di Legge n. 2619-bis-B, corrispondente a quello che nell’originario testo del decreto Sblocca Italia riportava il 00.37.52 del Governo.

L’emendamento era volto a inserire le opere relative al trasporto e allo stoccaggio di idrocarburi nel testo originario del decreto “Sblocca Italia” e bocciato il 17 ottobre 2014 durante la discussione in commissione parlamentare. L’emendamento fu poi reinserito nella Legge di stabilità del 2015, stabilendo che tanto per le infrastrutture e gli insediamenti strategici, quanto per le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria e, più in generale, per le opere strumentali allo sfruttamento degli idrocarburi – quand’anche localizzate al di fuori del perimetro delle aree date in concessione di coltivazione – le autorizzazioni relative debbano essere rilasciate d’intesa con le Regioni interessate, secondo una procedura semplificata da far valere nell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato in caso di mancato accordo con le Regioni.

emendamento tempa rossa stabilità 2015

La proposta referendaria che mirava ad abrogare la possibilità che, per le ipotesi citate, lo Stato potesse esercitare il potere sostitutivo secondo la procedura semplificata disciplinata dalla legge n. 239 del 2004 è ora accolta dal Governo nel pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità in vigore il 1° gennaio 2016.
Il progetto ‘’Tempa Rossa’’, com’è noto, prevede lo stoccaggio e la movimentazione di 2,7 milioni di tonnellate annue di greggio estratto dall’omonimo giacimento in Basilicata. Tale greggio sarà poi stoccato in due enormi serbatoi situati nella raffineria di Taranto e trasportato verso altre raffinerie. Questo comporterà un imponente aumento del traffico di petroliere in Mar Grande, nel Golfo di Taranto, ed avrà conseguenze di natura ambientale sia in fase di stoccaggio sia in fase di movimentazione, oltre a determinare un aumento del rischio di incidenti rilevanti.

Il provvedimento adottato il 30 novembre scorso dal dirigente del Ministero dello sviluppo economico, relativo al progetto “Tempa Rossa”, costituisce l’ultimo atto che precede il rilascio dell’autorizzazione definitiva per l’adeguamento delle strutture della raffineria di Taranto. L’autorizzazione all’adeguamento della raffineria utile alla realizzazione del progetto Tempa Rossa, attualmente deve essere rilasciata previa intesa con la Regione Puglia.
Alla luce dei gravi fatti oggetto di dibattito a livello nazionale e che hanno coinvolto il Ministro Federica Guidi, che nel frattempo ha dato le dimissioni, chiediamo al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano di esprimere pubblicamente la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa essendo chiamato a rappresentare le istanze dei territori, dei cittadini, delle associazioni, come atto di responsabilità e per coerenza oltre che politica anche di intento, essendo la Puglia tra le regioni promotrici del referendum contro le trivelle che si svolgerà il 17 aprile prossimo.

Taranto 01/04/2016

Coordinamento No Triv – Terra di Taranto