Perchè

La Città di Taranto rappresenta nel bene e nel male il paradigma del Sud Italia. Una città dalla storia antica e prestigiosa, ricca di prodotti tipici e spettacolarità paesaggistiche di notevole pregio naturalistico. Ma dopo l’istituzione del Regno D’Italia, Taranto è stata oggetto di una progressiva colonizzazione, diventando dapprima sito militare strategico e, a partire dalla seconda metà del ‘900, polo industriale tra i più vasti d’Europa. Le nuove attività militari e industriali hanno stravolto la città più volte, con pesanti ripercussioni sul territorio e sulla popolazione.

Taranto è stata destinata ad un modello economico definito “di sviluppo”, alla ricerca perpetua di un cosiddetto “progresso” e di capitali, che ha dapprima agito perseguendo l’interesse del Capitalismo di Stato e che si è trasformato nel corso degli anni diventando sempre più privato e sempre meno “pubblico”. Contestualmente la popolazione ha avuto quello che si può definire un regresso sociale: da comunità ospitale, che doveva tutto all’ambiente circostante e che viveva soprattutto nell’area più antica della città, si è trasformata in un’aggregazione di persone in costante competizione e caratterizzata da frammentazione sociale, talvolta divenuta ghettizzazione per gli abitanti che sono stati deportati in altri luoghi periferici rispetto al nativo borgo.

Oggi si pagano le scelte sbagliate di ieri con l’inquinamento, le malattie, la morte, la disoccupazione, la colonizzazione del territorio da parte di grandi gruppi economici e il disinteresse della cittadinanza rassegnata e chiamata in causa soltanto durante il periodo elettorale. In tutto ciò, l’ombra della criminalità organizzata e/o di quella dei “colletti bianchi” ha avuto un ruolo non indifferente nel sottrarre alla popolazione sempre più porzioni di diritto.

In questo contesto, come sempre più persone si accorgono, è diventato necessario aprire la discussione alle alternative economiche e sociali. Proprio in quest’ambito occorre procedere a scelte oculate su quale sia il modello opportuno da perseguire al fine di non ripetere gli errori del passato e soprattutto per garantire i diritti ai cittadini.

Questo spazio virtuale vuol portare all’attenzione pregi e difetti di diverse proposte e alternative, in continuità o in contrasto con il modello economico esistente. Senza alcuna pretesa, si vuol offrire un punto di vista che è incentrato sulla salvaguardia dei beni comuni, sulla decrescita felice e sui diritti della popolazione.

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